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Capunet o pes-còj: ricetta degli involtini di verza piemontesi

di 13 min di lettura

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In breve

I capunet, chiamati anche pes-còj o pescoi, sono involtini di foglie di verza ripieni di carne macinata, tipici della cucina contadina piemontese. Nascono per riutilizzare gli avanzi e sono naturalmente senza glutine. Si preparano in circa un'ora e sono perfetti in autunno e inverno, quando la verza è di stagione.

Cari amici di Gite fuori porta in Piemonte, oggi vi portiamo nel cuore della tradizione culinaria piemontese, con un piatto che sa di casa e di cucina della nonna.

Cosa sono i capunet

I capunet sono involtini di verza farciti di carne, una ricetta semplice che fa parte da sempre del repertorio storico del Piemonte. Nascono dalla cucina povera: le nonne recuperavano gli avanzi di carne e di arrosto per creare un ripieno saporito, poi lo avvolgevano nelle foglie del cavolo verza. Il risultato è un involtino dal sapore autentico. La verza, con le sue foglie ampie e morbide, è l'alleata ideale per un ripieno ricco.

Nella nostra versione usiamo un macinato misto di manzo e maiale, arricchito dal prosciutto crudo. E una buona notizia per chi è intollerante: la ricetta è completamente priva di glutine.

Perché si chiamano anche pes-còj

In piemontese i capunet hanno un secondo nome, molto curioso: pes-còj (scritto anche pèss-còj), che significa "pesce di cavolo". In alcune zone si dice anche pescoi, cioè "pesciolini". Il nome viene dalla forma allungata dell'involtino, che ricorda un piccolo pesce. È un bell'esempio dell'ironia della cucina povera, dove il pesce c'era solo nel nome.

Ricetta dei capunet

Senza glutine
Preparazione30 min
Cottura30 min
Totale1 ora
Dosi4 persone
DifficoltàFacile

Ingredienti (circa 12 capunet)

  • ✓1 cavolo verza
  • ✓300 g di macinato di manzo
  • ✓200 g di macinato di maiale
  • ✓80 g di prosciutto crudo tritato
  • ✓1 uovo
  • ✓50 g di Grana Padano grattugiato
  • ✓1 spicchio d'aglio
  • ✓prezzemolo q.b.
  • ✓noce moscata q.b.
  • ✓40 g di burro
  • ✓qualche foglia di salvia
  • ✓100 ml di brodo
  • ✓sale e pepe q.b.

Se usate il dado o il brodo pronto, controllate che sia senza glutine.

Procedimento

1

Sbollentate la verza. Staccate le foglie più grandi e lavatele. Scottatele 1-2 minuti in acqua bollente salata, poi passatele in acqua fredda e asciugatele. Con un coltellino assottigliate la costa centrale.

2

Preparate il ripieno. In una ciotola unite i due macinati, il prosciutto crudo, l'uovo, il Grana, l'aglio e il prezzemolo tritati, una grattata di noce moscata, sale e pepe. Impastate fino a ottenere un composto omogeneo.

3

Formate gli involtini. Mettete un cucchiaio abbondante di ripieno su ogni foglia, ripiegate i lati e arrotolate. Se serve, fermate con uno stecchino.

4

Cuocete. In una padella fate sciogliere il burro con la salvia. Rosolate i capunet su tutti i lati, aggiungete il brodo, coprite e cuocete a fuoco dolce per 25-30 minuti.

5

Servite ben caldi, con il fondo di cottura.

Le varianti dei capunet nelle province piemontesi

Ogni territorio ha la sua versione. A Vercelli il ripieno si arricchisce di riso. A Novara gli involtini prendono il nome di quagliette. Nel Biellese domina il macinato di manzo. La vera forza di questa ricetta è la versatilità: potete sperimentare con affettati, salame o una versione vegetariana con verdure e formaggio.

Come conservare i capunet

Danno il meglio caldi e appena fatti. Gli avanzi si conservano in frigo, in un contenitore chiuso, per 2 giorni. Per scaldarli bastano pochi minuti in padella con un filo di brodo.

Dove mangiare i capunet in Piemonte

I capunet sono un piatto di casa, ma si trovano spesso anche nelle trattorie e nelle osterie di cucina tradizionale piemontese, soprattutto da ottobre a febbraio. Compaiono di frequente nei menù delle Langhe, del Roero e del Monferrato, di solito tra gli antipasti caldi o i secondi. In autunno vale la pena cercarli anche nelle sagre e nelle feste di paese dedicate alla cucina contadina: un ottimo motivo in più per organizzare una gita fuori porta.

Domande frequenti sui capunet

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Che differenza c'è tra capunet e involtini di verza?

I capunet sono la versione piemontese degli involtini di verza. Rispetto ad altre ricette regionali hanno un ripieno ricco di carne, spesso con prosciutto crudo o avanzi di arrosto, e si cuociono nel burro con la salvia.

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Cosa vuol dire pes-còj?

È il nome dialettale dei capunet e significa "pesce di cavolo". Si riferisce alla forma dell'involtino, che ricorda un pesciolino. In alcune zone si usa la variante pescoi.

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I capunet sono senza glutine?

Sì, se nel ripieno non si usano pane o pangrattato. Nella nostra ricetta non ci sono. Fate solo attenzione al brodo pronto o al dado.

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Si possono preparare in anticipo?

Sì. Potete formarli il giorno prima, tenerli in frigo crudi e cuocerli al momento.

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Si possono congelare?

Sì, meglio dopo la cottura. Si conservano fino a 2-3 mesi e vanno scaldati in padella con un po' di brodo.

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Dove si possono mangiare i capunet?

Nelle trattorie di cucina tradizionale piemontese, soprattutto in Langhe, Roero e Monferrato, e nelle sagre autunnali dedicate ai piatti contadini.

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Quando è la stagione migliore per prepararli?

Da ottobre a febbraio, quando la verza è di stagione ed è più dolce, soprattutto dopo le prime gelate.

Amanti della cucina tradizionale, è il momento di indossare il grembiule e lasciarvi conquistare dalla cucina piemontese!

Redazione

Redazione di Gite Fuori Porta in Piemonte: eventi, sagre e luoghi del Piemonte verificati ogni settimana.